An. Mio diletto Ifmaele,
Frena il defío crudelc
D'efporre all' inumane oftili offefe
La tua vita naicente à me si cara .
Guarda pria délia guerra il fier fembiante ,
E à più faggi configli il cor prepara .
lfm. Ogni configlio è vano
Qualor difendo il Genitor , la Madre j
Ch' alla debil mia mano
Lena aggiunge , e vigore .
La Madre , e il Genitore .
An. Serba, deh ferba i generofî fpirti
A più robufta etate . Ecco fiam' giunti
Deila Città Reale
Su la più eccelfa Torre ; or qui vedremo
Del crudo Rè l'eflercito poflente.
Qui giungerà di tante fpade il lampo.
lfm. Già ñ difcuopre il campo .
An. Caro Figlio \ ., „ . v . ,
//L. w j л" ) il guernero e Iontano
IJm. Madre cara J ь
А 2. Pur íu'l core la guerra mi ftà
An. Già pavento ч . . ,
//■„ г* T с -t ) la barbara mano
IJm. Gia fénico J
An. Che al Conforte -\ ,
/г r,u , t, j л ) le vene apnra .
lfm. Che al mío Padre J r
An. Vedi , ah vedi , cola fu'l deflro lato
Le numerofe tende .
lfm. Meglio ben fora il non vederle!
An. Or' volgi
Intorno intorno , ô figlio mio , le luci ;
. Vedrai